Chi non muore…

…per la serie “positività di inizio anno”. A questo giro nessun recap, o almeno per adesso.

Da troppo non scrivo nulla (da nessuna parte) e tantomeno pubblico nulla, per i miei parametri è inaccettabile, ma che ci si può fare, c’est la vie.

Sono lì lì per avere l’ispirazione ma poi il momento passa, il pc è vecchio pieno di virus e ci mette tre giorni per accendersi, non ce soddisfazione nello scrivere sul telefono, sto lavorando e non ho a portata di mano carta e penna. Quindi che si fa? Facile (più a scriversi che a farsi), intanto si eliminano le scuse poi si fa un giro per altri blog, si leggono notizie varie e infine si finisce sempre sulle vecchie bozze. Le mie care vecchie bozze, e chi lo sapeva di averle! È sempre un piacere [^1] leggervi e capire quanto…anche no che non vi pubblico… o forse sì, la tentazione è tanta perché almeno avrei uno rompi ghiaccio dopo tutto questo tempo.

Non mettetemi alla gogna per questa mia debolezza…

Non vedo l’ora di tornare ad esprimere tutti i miei pensieri contorti e rovinosi.


[^1] leggerMI, perché poi in fondo sono abbastanza narcisistica altrimenti non avrei tenuto quelle quattro inutili bozze 😉

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Ossessione

No, non mia, non questa volta!

Abbiamo parlato tutto il pomeriggio. Io avrei dovuto studiare, ma la connessione al bar ha deciso che il mio computer le stava anticpatico così da farmi usare il telefono riducendolo alla misera e riducendo me a riscrivere a penna inutili appunti; tu d’altro canto avresti dovuto leggere il libro che non avevi letto per la settimana scorsa e pensare che avresti dovuto farci su una presentazione! Lei invece era completamente persa nel cercare di codificare le domande dell’ultimo quizz per il prof di computer, quello che avremmo dovuto fare in calsse se non ci fosse stato sciopero e per la prima volta credo di aver rignraziato uno sciopero, perchè altrimenti avremmo tutti avuto qualche problema…tecnico…nel completare il quizz.

Fatto sta che dopo un po’ di orribili convenevoli, cavolate assurde, foto idiote e battute in generale, il “discorso Giovanna” (nome fittizio che mi piace) ha cominciato a farsi spazio, prima con qualche menzione vaga fino ad arrivare a mettere radici per cui le successive 3 ore e mezza si sono trasformate in qualcosa di irraccontabile. Non so nemmeno come descriverlo, una di quelle conversazioni per cui preferiresti tirarti martellate sui denti piuttosto che sentire ancora una volta “si ma se succede qualcosa, non mi cacciate dal gruppo vero?”, insomma sembrava di parlare di chissà quale reato commesso ed invece erano semplici deliri ossessivi su un qualcosa che chissà forse non sarebbe mai accaduta.

Giovanna è strana, vero, concordo, si comporta in modo diverso tutte le volte che la incontri, vuole attirare l’attenzione, non sai mai quello a cui sta pensando perchè ti dice le cose a metà o in modo vago, ed è anche vero che sembra che tra loro due ci sia una specie di gara per cui una si deve mettere in mostra quando l’altra è al centro dell’attenzione, ed è anche vero che sembra che tu non  le stia molto simpatica, però insomma ad un certo punto non sono più affari tuoi. Se tu cerchi di essere sua amica ma le conse non funzionano, lascia perdere si farà avanti lei. Per non parlare del “ecco vedi a voi vi segue tutte su instagram o tumblr a me no, non ostante io l’abbia seguita” buttato li in modo che sarebbe dovuto sembrare casuale ed invece era tutto pianificato per farmi vedere come i nostri account fossero tutti li in fila uno dietro l’altro con il pulsnatino verde invece che blu ed il suo non c’era. Stessa cosa per tumblr….

Finalmente decidiamo di alzarci e di andare a mangiare qualcosa di sostanzioso e non ostante fossero le 11 di mercoledì sera, abbiamo trovato un ristorante Koreano aperto! Per fortuna la terza del gruppo ha deciso di ritornare fra di noi degnandoci della sua presenza, così che il discorso ha finalmente preso un’altra piega. In tutto questo si son fatte le 11.45 e ci siamo divisi per andare a prendere rispettivi autobus e guarda un po’, noi dovevamo andare nella stessa direzione, ma si è parlato di alcol (sempre meglio, no?)

Verso le 12.30/45 ero finalmente a casa, pronta ad andare a letto e rilassarmi finalmente, peccato essermi dimenticata che le avevo scritto chiedendole se era riuscita a prendere l’autobus o aveva dovuto aspettare mezz’ora, insomma, mi sembrava carino da amica ad amica, no?? Ci ha pensato la suoneria del cellulare a ricordarmelo. Se avessi saputo che da quella semplice domanda saremmo andate avanti fino alle 3.30 a parlare di Giovanna non lo avrei mai fatto! Ma non tanto per l’orario perchè non avendo scuola potevo farlo, nemmeno tanto per il fatto di parlare, era il discorso in se che ormai mi aveva fatto cadere le braccia e perdere tutte le possibili frasi di convenienza del tipo: “si hai ragione”, “è vero la penso anche io così”, “no ma davvero hai ragione”, “ma non ti preoccupare che nessuno viene lasciato fuori dal gruppo”, “no, non sarai tu quella eliminata del gruppo, ma nemmen lei, bisogna vedere la situazione”, “no il gruppo non si scioglierà” insomma le solite cose così banali che l’altro ovviemante non riesce mai a vedere! Questa è vera e propria ossessione! Non avevo nemmeno più voglia di dormire, così mi son messa a guardare la home di tumblr dicendo definitivamente addio al sonno, l’ho proprio visto fare le valigie e salutarmi.

Avrei approfittato della scusa “ops mi sono addormentata” se non fosse che poi mi sarei sentita in colpa a mollarla nel mezzo di questo ennesimo delirio ossessivo. Essere spaventati per qualcosa che forse chi lo sà non accadrà mai è normale, parlarne è normale, ma andare avanti un giorno intero mi pare esagerato. Cercare a tutti i costi l’aprovazione altrui, cercare a tutti i  costi di piacere ad ogni singolo essere umano, ma perchè?! CHE ANSIA! Non si può giustamente piacere a tutti e non è nemmeno colpa nostra al 100%, è un problema loro se poi non gli piacciamo, prima te ne rendi conto, prima vivi in pace con te stesso…

Dopo aver cercato di mettere in pratica anche le tecniche “cambia argomento”, ero a corto sia di scise che di risposte da dare, qualsiasi fraser era ormai stata usata almeno due volte! Incredibilmente ci sono riuscita, salti di gioia e campane a festa, ancora non so come e dovrei rileggere la conversazione per capirlo, ma vorrei evitare di avere altri incubi anche sta notte…

Certe conversazioni non le auguro a nessuno, ma prorpio a nessuno!

Nominata per Liebster Award!

liebster-award

Si tratta di un premio per i migliori blog emergenti. Ogni persona nominata può a sua volta decidere di nominare altri dieci blog, in modo da farsi conoscere e fare anche pubblicità positiva ai blog che piacciono di più.

Mi sembra una bella iniziativa e ringrazio immensamente Vulcanica (Nessun Armadio https://nessunarmadio.wordpress.com/) per avermi nominata. Il lavoro di informazione che sta svolgendo è davvero fenomenale e la carica e la passione con cui lo fa son contagiose!

Per partecipare al premio devi rispondere alle seguenti dieci domande e nominare a tua volta altri dieci blog che ti hanno colpita e interessata (meglio se con meno di 200 followers).

Perché hai aperto un blog?

A differenza di tanti, lo scopo per cui ho aperto un blog non è così tanto nobile e interessante. Avevo voglia di condividere con altre persone le mie idee e i miei pensieri, sia con chi la pensa come me, ma soprattutto con chi non la pensa come me, per avere la possibilità di conoscere anche altri punti di vista.

Credo fortemente nel dialogo come strumento di accrescimento personale e di conoscenza, l’ho provato sulla pelle! Una volta avevo tanti pregiudizi, non malevoli, ma creati dalla mia ignoranza/cultura, poi un giorno ho scoperto che basta parlare con le persone per scoprire che c’è tutto un altro mondo al di fuori delle nostre quattro mura, per capire che molte delle informazioni che ci arrivano sono distorte e che l’unico modo per arrivare alla verità al giorno d’oggi è cercarsela da soli, fare tanta, sana ricerca personale.

Ho aperto un blog per esprimermi, conoscere ed informarmi.

Ci parli un po’ delle tue passioni?

La mia passione più grande è scrivere, anche se di recente ho pochissimo tempo per mettere insieme pensieri sensati da posatre sul blog, sono comunque tutti accatastati su carta o qualche congegno elettronico. La scrittura è per me il modo migliore per esprimermi, per togliermi dei pesi dall’anima, perché dal momento che li trasferisco per iscritto, bè mi sento più leggera, non sono più nella mia testa e non sono più nel mio corpo, ma sul foglio. Così spero che nel momento in cui li intrappolo, mi perseguitino in modo meno insistente e così mi sento salva.

Poi chiaramente mi piace tantissimo anche leggere, così da poter prendere tantissimi spunti per i miei pensieri, tantissime parole o concetti che possano descrivere meglio i miei stati d’animo e i miei pensieri stessi.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Come ho detto, a me personalmente, piace sentire anche altre idee, dialogare con le persone e tramite loro, avere un altro punto di vista sul mondo; quindi le interazioni sono molto importanti se non il punto cardinale, se poi trovo anche chi la pensa come me, ben venga! Almeno so di non essere pazza da sola 😛

Certo dipende molto dallo scopo del blog, io lo uso prima di tutto per esprimere idee personali, al contrario altri blog che fanno informazione, che vogliono dare suggerimenti, o che usano il blog per connettere persone, le interazioni sono davvero importanti.

Credo che comunque in fondo siano importanti per tutti, senza riscontro sarebbe come scrivere un diario personale, a prescindere dallo scopo. A meno che il vostro scopo non sia proprio quello di creare un diario personale e pubblicarlo sul web e non ve ne frega assolutamente nulla di quello che pensano gli altri, nel caso, sempre e comunque respect.

Di cosa parli nel blog?

Nel blog parlo delle mie idee, dei miei pensieri e di come questi mi rovinino l’esistenza. Io penso troppo, sovrapenso (parola che assolutamente non esiste e che ho creato per me). Le cose più banali per me diventano materiale per rimuginare dalla mattina alla sera e il mio cervello molto spesso si ribella. Quindi ho pensato che mettendo da qualche parte nel cyber spazio queste idee, forse avrei trovato qualcuno che sovrappensa come me o sovrappensa, ma in modo diverso dal mio.

Purtroppo come ho già detto, sono un po’ indietro con il materiale, per questo mi sono messa dell’idea che almeno una volta alla settimana scriverò qualcosa, così da non lasciarlo morire. Perchè alla fine, anche se non scrivo, leggo tutto quello che gli altri blog scrivono e mi danno tantissime idee che però non ho tempo di scrivere. Un serpente molto incavolato che si mangia la coda, ecco cosa sono in questo momento.

Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?

Purtroppo non ho ancora conosciuto nessuno degli altri blogger di persona, soprattutto a causa della mia lontananza dall’Italia e la rarità con cui torno a casa, ma succederà prima o poi! (non è una minaccia eh!) D’altra parte però ho avuto la possibilità di entrare in contatto con persone meravigliose e conoscere i loro punti di vista, che era il mio scopo e non potrei essere più grata dell’esistenza di questa cosa fenomenale chiamata internet. Purtroppo viene usata nel modo sbagliato, ma quando la si sa usare per bene ti può dare soddisfazioni incredibili.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Due anni?! Ma ragazzi, non so cosa farò il prossimo fine settimana figuriamoci in due anni! Non sono per nulla capace con progetti a lungo termine, tendo a stancarmi e a perdere di vista l’obbiettivo iniziale. Quindi ecco, non saprei, sicuramente entro un anno avrò aumentato post, sarò molto più diligente e scriverò molto di più, avrò creato altre sezioni e il mio blog sarà diventato qualcosa di più interessante. (che poi, io ho scritto sicuramente, ma è solo per trarvi in trappola! muhahaha)

Bisogna fare le cose man mano che si va avanti, a seconda della piega che tutto ciò prenderà, vedrò cosa fare.

La cosa che sai fare meglio?

Bella domanda! Essendo una persona insicura penso sempre di non saper far nulla, o non saper fare abbastanza, quindi in molte ocasioni sono gli altri che me lo fanno notare. Non sempre è un cosa negativa, poichè non ostante sia al corrente che “so fare cose” capita che mi dicano che so fare cose che non avrei mai pensato di saper fare!Quanto tempo dedichi al blog?

EH! Proprio li dovete sempre andar a parare? Mi fate sentire in colpa per il poco tempo che dedico. Non ostante pero legga assolutamente tutto quello che gli altri scrivono….quindi per non demoralizzarmi del tutto, diciamo che siamo pari e palla al centro dai….

Come nascono i tuoi post?

I miei post nascono solitamente da mie riflessioni, da cosa siano causate quelle poi eh non ve lo dirò mai, che poi mi rubate la fonte!
Certe volte pubblico cose scritte tanto tempo fa, quando non avevo un blog e me le tenevo tranquilamente nascoste in documenti Word/fogli di carta. Difficilmnete pianifico post prima, non avendo tempo per scriverli, figuruamoci per pianificarli…..purtroppo…. 😦

I blog che nomino sono:
(Piccola premessa, tanti blog che nominerò hanno più di 200 followers, ma vale la pena darci un occhiata ;))

L’Angolino di Ale (http://langolinodiale.com/)
La Vita è da un po’ che mi fa Ostruzionismo (http://fulviapi.wordpress.com/)
Affy (http://afinebinario.wordpress.com/)
Una Favola in Tavola (http://ilmondodiortolandia.com/)
Respiro Arcobaleni (http://respiroarcobaleni.wordpress.com/)
La Lunatica Repressa (https://lalunaticarepressa.wordpress.com/)
L’Angolo del Terzo Piano (http://langolodelterzopiano.wordpress.com/)
Io Non Sono Sbagliata (http://iononsonosbagliata.wordpress.com/)
Virgin Punk/Hard Blog (https://virginpunk.wordpress.com/)
La Moda va al Mercato (http://lamodavaalmercato.wordpress.com/)

Stima 2014

Perché no, guardarsi indietro e fare un recap di quello che è successo, guardare con occhio critico le scelte fatte, per una volta all’anno fa bene a noi e al nostro futuro. Un capitolo si chiude ed un altro si apre e bisogna per forza fare i conti con quello che è successo nel passato per poter costruire il futuro. Dire trecentosessantacinque (365) giorni non sembrano molti, ma poi ti fermi, ci pensi e boom, il mio cervello va in sovraccarico e scoppia perché caspita! Il 2013 e il 2014 sono stati due anni da inferno, in senso positivo.

Sapere che ogni singolo giorno è successo qualcosa che ha indirizzato la mia vita sulla strada che ora sto fieramente percorrendo è davvero incredibile; tutti gli incroci ai quali ho dovuto prendere una decisione, tutte le svolte alle quali ho visto qualcuno abbandonarmi o aggiungersi al mio cammino, tutti i sottopassi o ponti che ho percorso alla velocità che a me è parsa come quella delle delle montagne russe e tutte le soste che ho fatto per problemi tecnici. Ogni singolo giorno degli ultimi due anni ha davvero fatto sì che io oggi mi trovi dove sono, felice di rendere fieri i miei genitori e famigliari facendo quello che mi piace, non potrei pensare a niente di meglio. Purtroppo però, ci sono ancora questioni inconcluse da tanto, troppo tempo per cui, mentre sorseggiavo la mia birra e mangiavo involtini primavera, ho deciso che la mia unica risoluzione per i prossimi 365 giorni sarà che verranno usati per chiudere con il passato, fare i conti con i fantasmi che mi perseguitano, togliere gli scheletri negli armadi e sciogliere catene che mi tengono legate ad idee e/o persone che ormai fanno parte del passato, di una me che si è evoluta ed è cambiata profondamente. Queste questioni inconcluse non fanno altro che accumularsi e rallentarmi nel mio cammino, per cui vanno eliminate.

Il 2015 sarà ancora più folle ed infernale (sempre in senso positivo) dei due anni passati, altri 365 porfidi da aggiungere alla mia strada, altri 365 giorni di studio e conoscenze, amicizie, sogni e speranze.

Per questo auguro anche a tutti voi, chiunque legga, che il vostro anno sia pieno di libertà, sogni, speranza, pace e felicità! Buon 2015!

Buon anno!!

Lost in Translation!

Essendo un’ascoltatrice incallita di musica di qualsiasi genere e lingua e una grandissima lettrice di libri in originale, mi ritrovo spesso, più di quanto dovrei probabilmente, a pensare a come sarebbe la traduzione in italiano di un determinato testo. Ovviamente quindi, mi metto in testa che almeno ci devo provare e così comincio. Ricerco le parole che non conosco, i sinonimi che più si addicono, gli slang e tutto quello che ne consegue. La ricerca della traduzione perfetta è estenuante ma allo stesso tempo gratificante perché per fortuna la lingua italiana è ricca di aggettivi, sinonimi, contrari etc che rendono più “facile” il lavoro, ma questo è il minimo, perché prima o poi riesci a trovare la parola che stavi cercando e che calza a pennello e nel peggiore dei casi, ti toccherà stravolgere la frase per dare più importanza ad una determinata parola piuttosto che ad un’altra.

Così arrivo alla fine del testo e ovviamente mi metto a rileggerlo per vedere se il discorso fila e qui viene il bello. lo rileggo, e rileggo, e rileggo, e rileggo, per almeno un centinaio di volte senza però riuscire a convincermi, faccio cambiamenti, provo una parola piuttosto che un’altra, un aggettivo piuttosto che un alto, ma sembra sempre che manchi qualcosa, che il significato non sia lo stesso. Sembra che tutte le emozioni che lo scrittore era riuscito a suscitarmi, siano state perse durante il passaggio da una lingua all’altra. Eppure come ho detto, la gamma di parole utilizzabili in italiano è vasta, tuttavia, sembra sempre che al testo manchi quel non so che, che lo rendeva bellissimo.
C’è da dire che io non sono chi ha scritto l’originale e che quindi probabilmente non riuscirò mai a ricreare lo stesso effetto, però diciamocelo, ci sono un sacco di bravissimi traduttori, quindi le buone traduzioni esistono e sono possibili, perché a me non riesce?

Sarà che in inglese come in spagnolo, a mio parere, suona tutto molto più melodioso e armonico, riesco a percepire il ritmo della lingua quando la parlo, la canto o la leggo, cosa che in italiano non mi succede quasi mai. Questo rende tutto molto più difficile quando si tratta di tradurre, alcune parole sono troppo lunghe, altre troppo corte, alle volte per dire una cosa in una lingua basta una parola e in un’altra ci vuole una frase. Non si è mai a posto.

Per esempio, ho dovuto dire basta (no, non al colesterolo, per quello c’è tempo) alle traduzioni delle canzoni! A differenza delle poesie o di altri testi purtroppo quelle arrivano fabbricate con una base e dopo un po’ che le ascolti sono chiaramente un tutt’uno, togli la musica e la maggior parte delle canzoni non riesce più a trasmettere gli stessi sentimenti. Se poi ci aggiungiamo che le ho tradotte e che in italiano, spesso e volentieri, servono sempre il doppio delle parole per esprimere lo stesso concetto, va a finire che sembrano solo maldestri azzardi di un bambino che tenta di scrivere per la prima volta gli auguri di buon Natale a mamma e papà.

Questo fatto mi fa letteralmente odiare le lingue! Non dura molto per fortuna, però ogni santa volta ci casco e ricomincio a tradurre. Probabilmente sono io che non sono proprio così brava e mi manca qualcosina ancora per poter arrivare a “tradurre sentimenti”, fatto sta che sono abbastanza convinta e fiduciosa che prima o poi (più poi che prima) ci riuscirò pure io. Stay tuned!

Risposte non ce n’è Lucio Dalla

Mi dondolavo ad un ramo a testa in giù, vedevo il mondo alla rovescia, un mondo ribaltato dove il cielo si mischiava col prato e l’acqua in su. Quali erano i colori dell’amore, che cos’era quel dolore e come dargli un nome che si stampasse nel mio cuore, che mi gelasse in fondo il cuore? Risposte a tutto questo non ce n’è.

Ma il cuore mi diceva: attento a te davvero fidati di me

Da una finestra aperta nel mio cuore entrava dentro alla ferita tutto il resto della vita: luci accese, clacson, ogni tipo di rumore, la sera con il suo colore. Risposte a tutto questo non ce n’è.

Ma il cuore mi diceva : attento a te adesso vieni via con me

In ogni amore che incontrerai c’è un dolore che proverai, quando arriva e quando se ne va, ma è come neve sotto il sole quando è notte vedrai che gelerà.

Ogni volta con l’arrivo della sera, quando le rondini sfiorano i tetti o si chiamavano, mi cambiavo la camicia e l’estate scendeva su di me, dopo cena andavo in giro e ti cercavo, poi a letto ti sognavo la mattina ti aspettavo. Quante volte ti ho cercato amore, quante sere ti ho chiamato amore, ma risposte ancora adesso non ce n’è.

L’amore non so ancora che cos’è o è amore tutto quello che non c’è!

Così adesso anche tu lo sai: più ti guardo più mi perderai, più ti penso più mi dimenticherai, più non trovo le parole a parlare sarà il cuore. Quante luci nel cielo questa sera, la luna è messa li, sembra una barriera, quanti baci non ancora dati per gli amori soli e persi o non ancora cominciati.

Grazie Lucio per aver condiviso con noi la tua poesia!

Resoconto (pt. II)

Continuando con quello che è successo la scorsa settimana, per prepararmi a quello che succederà la prossima. Non vedo l’ora…….yey….

Fatto #2 e #3
Ho parlato con un simpaticissimo barbone, rimasto entusiasto dei miei studi ed ho aiutato una ragazza che, stranamente eh, era alla disperata ricerca di un computer in giro per l’università… Mi sono sentita meglio dopo e non scherzo! Alle volte scambiare due parole con qualcuno che ne ha davvero bisogno, invece di fare finta di non sentire o non capire, o ancora meglio, aiutare qualcuno, può cambiare la tua giornata e quella di un perfetto sconosciuto! Non ci sono solo pazzi o drogati in questa folle città…per sta volta mi è andata bene…

Fatto #4
Dicevamo di matti e drogati? Al contrario del simpatico barbone di cui sopra, un altro mi ha chiesto se avevo bisogno di un biglietto dell’autobus, solito modo di attaccare bottone per chiederti dei soldi. Dopo aver rifiutato più volte, mi ha lanciato un’occhiata che non mi dimenticherò e se n’è andato… Mi si stringe il cuore a non dargli quei pochi cent che chiede, la tentazione di farlo è davvero tanta, ma quello che mi ferma è quella vocina interna che mi ricorda sempre “li userà davvero per andarsi a prendere da mangiare o li userà per droga/alcool?”. Non so mai se sia più egoista non dare niente o dare qualcosa rischiando che venga usato in modo sbagliato.

Fatto (quasi) #5
Scoprire che secondo l’app meteorologica che ho installato sul mio adorato telefono, il 30 Novembre e il 3 Dicembre dovrebbe nevicare… Non so se fare i salti di ggggioia o no! No, non farò salti di gggioia ed eviterò anche di crearmi aspettative visto che so già come andrà a finire…Nei giorni precedenti pioverà, il che mi urta già da ora, la notte congelerà ed ed ecco a voi la brina mattutina! O anche “finta neve” o anche “siamo persone con una vasta immaginazione e faremo finta che sia neve”. Del resto, dovrò uscire di casa ed usare mezzi pubblici fino a metà Dicembre quindi meglio che si tranquillizzino un po’ tutti con questa storia della neve

P.S. Ogni anno spero che succeda come è successo a Buffalo (NY), che si sono svegliati una mattina con 3 mt di neve fuori dalla porta…forse dovrei andare a vivere a Toronto o Calgary per vederlo succedere….ma chissà, la speranza è sempre l’ultima a morire!

Resoconto (pt. I)

Quello che mi è successo in questa settimana mi ha destabilizzato più di quanto io riesca a sopportare da una singola settimana di esistenza. Sto ancora cercando di riprendermi, come potete vedere nell’immagine, non sto proprio benissimo…

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Nell’immagine: io

Fatto #1

Ho visto morire e resuscitare il mio computer in meno di 3 giorni. Nuovo Record! Specie di battute a parte, l’ho visto spegnersi dia Sabato (sera quando i negozi sono chiusi ormai…Ovvio!) e riaccendersi il Lunedì, che già è un giorno stressante di per sè, figuriamoci passarlo a pensare a come fare per avitare di doverne comprare uno nuovo! Sempre perchè le sfighe non vengono mai da sole, questa settimana avrei dovuto consegnare dei lavori ai miei professori (che non accettano fogli scritti a mano, te pare!) e in più finire una presentazione…e per la prossima? Meglio non pensarci valà! Arhhhhg che nervoso queste nuove tecnologie!

Per fortuna l’università è dotata di computer, quando ne trovi uno libero e io sono dotata di Ipad, anche se lo trovo “utile” solo per giocarci e photoshoppare foto, questa volta mi ha un po’ salvato il fondoschiena. Ho passato tutto il giorno con l’ansia e il pensiero fisso di dover portare il computer a riparare, il che avrebbe comportato rivederlo minimo dopo una settimana e io non sopravvivo senza per più di una settimana! Ma non per mio volere, ma perchè ovviamente, succede tutto nel momento “più opportuno” cioè a fine semestre e non solo devo consegnare mini tesine e ammeniccoli vari, hanno ben deciso che uno degli esami si svolgerà al computer, no, non uno qualunque, il mio! Un esame da casa, in pigiama, con la mia tazza di caffè, la possibilità di andare in bagno anche cento volte e il mio adorato computer… Non male come prospettiva….ora che funziona! D’altro canto, l’idea di dovermi svegliare alle 5 per essere in facoltà per le 8.30, trovare un computer in biblioteca e dare un esame con la gente che gira e parla e ti sconcentra non è ugualmente allettante…

Ah dimenticavo, la scorsa settimana il mio problema era spendere 100 euri per avere il pacchetto di Word, a metà si è trasformato in spenderne 800 (minimo) per un nuovo computer…Ora ho computer e Word senza aver speso un centesimo. Meglio che stia zitta perchè sono un po’ superstiziosa, come gli antichi romani, meglio non elogiare troppo qualcuno/qualcosa che se poi gli Dei mi beccano so fulmini!

Perché riesce sempre a succedere tutto nei momenti più sbagliati?

Per oggi mi devo fermare qui perchè solo il fatto di pensare a questo fatto mi ha messo ansia di nuovo!